Perché scrivo
Sono cresciuta in case piene di libri. La nonna paterna, con cui trascorrevo molto tempo, era un’insegnante di italiano con libri in ogni angolo della casa. Ricordo che leggevo sempre, in ogni momento, e pretendevo di leggere anche mentre mangiavo. All’età di 6 anni trovai una vecchia macchina da scrivere Olivetti in un armadio della nonna. Affascinata da questo strumento a me sconosciuto, iniziai a usarlo senza capire le sue potenzialità. Ma ben presto la Olivetti diventò la mia migliore amica e io iniziai a scrivere. Più tardi avrei avuto anche una di quelle macchine da scrivere elettroniche a metà tra una Olivetti e un computer, e avrei scritto un romanzo giallo di cento pagine del quale avevo un sacco di appunti, perché avevo visto che Jessica Fletcher nello scrivere i suoi romanzi gialli teneva note e osservazioni, e anche perché la trama mi era sfuggita di mano e dovevo tenerne insieme i pezzi in qualche modo. 😝 Il liceo classico ha fatto il resto. Con l’avvento dei bl...